
47) Le caratteristiche del racconto tragico.
Sono descritte le componenti fondamentali della tragedia.
Dall'analisi emerge la complessit della struttura di questa
grande forma di arte, in cui - a giudizio di Aristotele - eccelse
il talento di Euripide.
Poetica, 1452b 31-1453b 8 (vedi manuale pagina147).
1   [1452 b] [...] Poich la struttura della tragedia migliore
deve essere non lineare, ma complessa, e inoltre imitatrice di
fatti paurosi e compassionevoli, dato che proprio questo  il
carattere particolare di tale mimesi,  chiaro anzitutto che non
debbono presentarsi gli uomini eccellenti quando passano dalla
buona alla mala sorte, perch questa non  una situazione n
paurosa n compassionevole bens ripugnante: e neppure i perfidi
quando passano dalla cattiva alla buona sorte, perch questa
situazione sarebbe la meno tragica possibile, non possedendo nulla
di ci che deve avere: non ha il consenso umano, e non contiene n
piet n paura. Ma non sar neppure un uomo veramente cattivo a
cadere dalla felicit nella infelicit, perch tale struttura
avrebbe consenso umano, ma non piet n paura: [1453 a] l'una
riguarda l'innocente sfortunato, e l'altra un nostro consimile,
ossia la piet  per l'innocente e la paura per il nostro
consimile; di modo che l'avvenimento non sar n compassionevole
n pauroso.
2   Resta dunque il personaggio intermedio: colui che, senza
eccellere in virt e giustizia, cade nella sventura per una
qualche colpa, e non per la sua cattiveria o perfidia, mentre
appartiene al numero di chi vive in grande reputazione e felicit,
come Edipo e Tieste e gli altri uomini insigni di tali casati.
3   Se ne conclude di necessit che il racconto fatto bene
riguarda un singolo piuttosto che una coppia, come vorrebbero
alcuni, e non mostra il passaggio allo stato felice da uno stato
infelice ma, al contrario, dalla felicit all'infelicit, e non
per malvagit, ma per una grande colpa che  stata commessa o da
chi  come ho detto o da chi  piuttosto egregio che mediocre. La
prova  a portata di mano: infatti i poeti dapprima prendevano i
racconti dove capitava, ma ora le pi belle tragedie che si
compongono si riferiscono a poche famiglie, come quelle di
Alcmeone, Edipo, Oreste, Meleagro, Tieste, Telefo, e di quanti
altri si trovarono a patire o commettere fatti terribili.
4   Questa  la struttura della tragedia migliore artisticamente.
Ed  proprio qui che sbagliano i critici di Euripide, quando
notano che si comporta cos nelle tragedie, e che molte delle sue
tragedie finiscono con l'infelicit. Ma questo, come ho detto, 
giustissimo, e ne abbiamo una prova assoluta, perch sono tragedie
simili che, sulle scene o nelle gare, una volta allestite,
risultano perfettamente tragiche; e fra gli autori  proprio
Euripide che risulta in sommo grado poeta tragico, anche se le
altre parti della trama non le dispone bene.
5   Viene seconda quella tragedia che ha la struttura duplice come
l' Odissea, e finisce in maniera opposta per i buoni e i cattivi.
E' la struttura che alcuni definiscono come prima. Ma  colpa del
pubblico se questa si ritiene la prima, perch i poeti si adeguano
nelle loro opere alla richiesta degli spettatori. E invece non 
questo piacere che una tragedia produce, anzi  specifico
piuttosto della commedia:  l che, se i personaggi della trama
sono anche i pi fieri avversari come Oreste ed Egisto, alla fine
se ne vanno rappacificati e non c' uccisione di nessuno per mano
di nessuno.
6   [53 b] Il fatto pauroso e compassionevole pu risultare dunque
dallo spettacolo, ma anche dalla struttura della vicenda per se
stessa, e questo  appunto preferibile, ed  segno di pi abile
poeta. Anche a prescindere dalla visione, il racconto dev'essere
strutturato in modo che, al solo ascoltare gli avvenimenti, si
provino sentimenti di paura e di piet per quello che sta
succedendo:  ci che si prova al solo udire la storia di Edipo. E
invece, il procurare questo effetto per mezzo della scena dimostra
minore abilit nell'arte e cerca sussidio nella regia

(Aristotele, Dell'arte poetica, Mondadori, Milano, 1974, pagine 41-
45).

